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La Ivy-filosofia: ol3lospazio
Se lo spazio è qualcosa che divide, che separa il “mio” dal “tuo” allora no, non mi piace!
Da bambino quando non mi piaceva qualcosa, non la mangiavo (che schifo i carciofi!).
Ora sono grande e non posso non mangiare lo spazio! Ma perché dovrei mangiarlo?
Hai mai comperato al supermercato due etti di spazio? Se non lo hai fatto allora siamo in due, almeno due!
E allora sei anche tu come me: n…normale! Ma COS’È NORMALE?
Mi spingo un po’ oltre, anzi proviamo ad ANDARE oltre entrambi. E se a leggere non sei solo TU? Oppure se a pensarla così non fossi solo IO? Andando oltre entrambi lo facciamo solo tu ed io, e GLI ALTRI?
Proviamo ad andare tutti ASSIEME OLTRE LO SPAZIO.
Immagina un immenso prato morbido, senza confini, dove si incontrano persone senza fine (intendo senza uno specifico obiettivo, ma anche in continuazione, senza termine) per RIFLETTERE, OSSERVARE, ASCOLTARE o semplicemente PROVARE UN’EMOZIONE.
CON L’INGENUITÀ DI UN BAMBINO… che non mangia i carciofi (ingenuo sì, ma farmi fregare con un giro di parole no eh!).
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